Potenziamento Genova-Campasso, il Comitato di Certosa: «Addendum ancora aperto, servono garanzie per il quartiere»

Dal tavolo con il commissario Mauceri uno spiraglio sul taglio da 10 milioni e sull’area Facchini, ma restano nodi su indennizzi, nuova scuola e stop ai treni con merci pericolose


Un confronto definito “utile ma non risolutivo” quello che si è svolto giovedì 4 dicembre tra il commissario Calogero Mauceri, l’ingegner Cocchetti per Rete Ferroviaria Italiana, il capo della segreteria del viceministro Edoardo Rixi e il consigliere regionale Federico Romeo, presente a nome e per conto della sindaca Silvia Salis, su richiesta del Comitato Liberi Cittadini di Certosa. Al centro del tavolo, il secondo Addendum al Protocollo d’intesa del 31 agosto 2022 legato alla riqualificazione e rigenerazione urbana delle aree interessate dal potenziamento ferroviario Genova–Campasso.

Secondo quanto riferito dal Comitato, il commissario Mauceri avrebbe confermato che esistono margini per fermarsi rispetto al taglio dei 10 milioni di euro previsto nella Legge di Bilancio 2026, una riduzione che i residenti considerano lesiva delle possibilità di intervento su un territorio già pesantemente sacrificato dai cantieri e bisognoso di una profonda riqualificazione. L’Addendum, sottolineano i cittadini, non è ancora stato firmato: questo lascia aperta la strada a integrazioni e modifiche, su cui il Comitato intende portare il proprio contributo nelle prossime settimane.
La riqualificazione prevista riguarda un’area vasta, che coinvolge circa 20 mila abitanti, e per il Comitato è indispensabile anticipare almeno in parte gli indennizzi legati all’entrata in esercizio della nuova linea ferroviaria. L’idea è quella di riconoscimenti preliminari per i “ricettori” più esposti, a partire dagli ambiti 0 e 30 metri, da definire attraverso criteri tecnico-ambientali chiari e condivisi. Su questo punto si chiede un ruolo attivo di Regione e Comune, chiamati a stringere i tempi e a concordare parametri trasparenti.
Il Comitato segnala anche che le criticità sugli edifici di via Ferri, aperte nel 2023, risultano «sostanzialmente risolte», mentre resta centrale il tema dell’area Facchini, 30 mila metri quadrati considerati un volano strategico per lo sviluppo del quartiere. L’area, pur trovandosi oltre i 30 metri dalla linea dell’“Ultimo Miglio”, è già stata inserita in precedenti delibere regionali e comunali. Dal tavolo sarebbe emersa una disponibilità: il commissario Mauceri avrebbe confermato la possibilità per il Comune di ottenere una concessione gratuita novantanovennale dell’area da parte di Trenitalia, a condizione che vengano presentati progetti di utilità pubblica vincolati a servizi per la collettività. Resta però aperta – e non secondaria – la questione delle coperture finanziarie per trasformare queste ipotesi in interventi concreti.
Sul fronte dei servizi, il Comitato guarda con attenzione al progetto di un nuovo plesso scolastico pubblico, pensato per ospitare scuola dell’infanzia, primaria e un liceo sperimentale. Un’ipotesi che, allo stato attuale, viene definita ancora “tutta da costruire”: mancano certezze sui tempi, sulle risorse e sulla precisa configurazione dell’offerta formativa. I residenti chiedono di poter svolgere un ruolo attivo di collaborazione nella fase di progettazione, per evitare che il quartiere si trovi ancora una volta a subire decisioni calate dall’alto.
Altro tema sensibile è quello dei convogli con merci pericolose sulla nuova linea: gli amministratori e i rappresentanti politici presenti, riferisce il Comitato, avrebbero ribadito l’impegno a vietarne il transito sul tracciato che attraversa il quartiere. Mauceri si è impegnato a convocare un tavolo dedicato con tutti i soggetti competenti in materia, per definire impegni e vincoli formali.
In conclusione, i Liberi Cittadini di Certosa riconoscono alcuni passi avanti, ma sottolineano che «permangono molti interrogativi e preoccupazioni». La richiesta è quella di un percorso realmente condiviso sin dalla stesura dei documenti, a partire proprio dal nuovo Addendum, che il Comitato chiede venga discusso con il territorio prima dell’approvazione da parte di Giunta regionale e comunale. Un appello perché il potenziamento ferroviario non sia solo un’opera infrastrutturale, ma l’occasione per una rigenerazione reale e non solo annunciata del quartiere e della sua comunità.
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